Scuola

La nostra storia

Con deliberazione N° 30 adottata nella seduta del 2 dicembre 1967, il Consiglio Comunale, presieduto dal sindaco Prof. Calogero Calderone, dopo avere rilevata la necessità di istituire in Casteltermini un corso di scuola superiore ad indirizzo scientifico, allo scopo di consentire ai numerosi giovani licenziati dalla scuola media, di potere proseguire un regolare corso di studi più aderente all’indirizzo della nuova società, ad unanimità di voti decise di inoltrare istanza al Ministero della Pubblica Istruzione per la istituzione di un liceo scientifico in Casteltermini, impegnandosi ad assumere, a carico del Comune, tutto l’onere necessario per provvedere alle spese relative all’affitto dei locali. E qui ci preme rilevare che l’Amministrazione Comunale con successiva apposita deliberazione N° 201 adottata nella seduta del 21.8.1968, dispose di prendere in affitto idonei locali, siti lungo la via Kennedy, composti di dodici vani oltre accessori e servizi, da destinare, come difatti destinò, a sede della sezione staccata, informandone telegraficamente il competente Ministero della Pubblica Istruzione. Il predetto Ministero, con provvedimento dello stesso mese di agosto di quell’anno, dispose con apposito decreto l’istituzione in Casteltermini di una prima sezione staccata di liceo scientifico statale, con inizio I° ottobre 1968; contemporaneamente l’Amministrazione provinciale di Agrigento, assumeva con apposito formale provvedimento, l’assunzione a carico del suo bilancio, di tutto l’onere derivante dalla istituzione di questa nuova scuola. La notizia fu accolta con vivissimo entusiasmo e fin dal primo anno affluirono nella nuova scuola moltissimi giovani destinati ad aumentare sensibilmente negli anni successivi. Il progressivo felice sviluppo preso dalla scuola, com’era, per altro, nelle previsioni e negli auspici di tutti, consentì infine che venisse riconosciuta la sua completa autonomia. E così con Decreto del Presidente della Repubblica portante la data del 22 agosto 1977, è stato riconosciuto autonomo. (Francesco Lo Bue, Uomini e fatti di Casteltermini nella storia moderna e contemporanea)

Lo sviluppo progressivo della scuola, che ha formato nel tempo molte figure professionali operanti nel tessuto sociale di Casteltermini e dei centri limitrofi, ha portato alla nascita della sezione staccata di Cammarata e della sezione aggregata di Santo Stefano Quisquina. Dall’ottobre 1997, il Liceo usufruisce di un nuovo edificio dotato di strutture laboratoriali e logistico – organizzative, che soddisfano pienamente l’esigenza di un apprendimento atto a creare abilità e competenze finalizzate al miglior proseguo di studi universitari in tutti i tipi di indirizzo e alla piena realizzazione nel mondo professionale e alla più alta espressione di cittadinanza attiva. Particolarmente spaziosa e attrezzata è la palestra che consente di partecipare alle lezioni con qualsiasi condizione meteorologica e che, grazie al fatto di essere separata dal corpo centrale, permette ai ragazzi di sfogare tutta la loro voglia di sport senza disturbare le lezioni. Fornita e funzionale è la biblioteca dell’Istituto, che ha attivo anche un servizio di prestito e consulenza. Il liceo, inoltre, realizza moltissime attività collaterali a quelle disciplinari di tipo artistico – culturale e sportivo, che creano un clima sereno di apprendimento trasversale alle materie disciplinari e, a volte, fanno scoprire interessi per attività artistiche (quali il teatro, la musica, la fotografia, la scenografia ecc…) che spesso sfociano in vere e proprie professioni. Il Liceo Scientifico è stato intitolato nel 1998 a MADRE TERESA DI CALCUTTA, premio Nobel per la pace e grandissima figura appartenente alla storia dell’umanità. Nel 2013 Liceo Scientifico di Casteltermini, con le sezioni associate del Liceo Scientifico di Cammarata e del Liceo delle Scienze Umane di Santo Stefano Quisquina, ha assunto la denominazione di ISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE e costituisce un solido riferimento per la comunità montana dell’entroterra agrigentino. (www.malgradotuttoweb.it)

L’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Madre Teresa di Calcutta” inoltre sede di CTRH – NUOVA ECDL – CENTRO TRINITY.

Durante l’anno l’offerta formativa comprende momenti importanti come gli incontri con gli autori Letterari e scientifici. Ci sono importanti occasioni di approfondimento e di crescita umana e culturale. Uno di questi è l’alternanza scuola-lavoro in sedi importanti come il Parco Archeologico e Paesaggistico Valle Dei Templi.

I nostri riferimenti

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN), Roma 11 febbraio 1950

[Pubblicato in Scuola democratica, periodico di battaglia per una nuova scuola, Roma, iv, suppl. al n. 2 del 20 marzo 1950, pp. 1-5]

Cari colleghi,

Noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle università […]. Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola. Perché difendiamo la scuola? Forse la scuola è in pericolo? Qual è la scuola che noi difendiamo? Qual è il pericolo che incombe sulla scuola che noi difendiamo? Può venire subito in mente che noi siamo riuniti per difendere la scuola laica. Ed è anche un po’ vero ed è stato detto stamane. Ma non è tutto qui, c’è qualche cosa di più alto. Questa nostra riunione non si deve immiserire in una polemica fra clericali ed anticlericali. Senza dire, poi, che si difende quello che abbiamo. Ora, siete proprio sicuri che in Italia noi abbiamo la scuola laica? Che si possa difendere la scuola laica come se ci fosse, dopo l’art. 7? Ma lasciamo fare, andiamo oltre. Difendiamo la scuola democratica: la scuola che corrisponde a quella Costituzione democratica che ci siamo voluti dare; la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perché questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà […].

La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola “l’ordinamento dello Stato”, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, la Camera dei deputati, il Senato, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue […].

La scuola, organo centrale della democrazia, perché serve a risolvere quello che secondo noi è il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente. La formazione della classe dirigente, non solo nel senso di classe politica, di quella classe cioè che siede in Parlamento e discute e parla (e magari urla) che è al vertice degli organi più propriamente politici, ma anche classe dirigente nel senso culturale e tecnico: coloro che sono a capo delle officine e delle aziende, che insegnano, che scrivono, artisti, professionisti, poeti. Questo è il problema della democrazia, la creazione di questa classe, la quale non deve essere una casta ereditaria, chiusa, una oligarchia, una chiesa, un clero, un ordine. No. Nel nostro pensiero di democrazia, la classe dirigente deve essere aperta e sempre rinnovata dall’afflusso verso l’alto degli elementi migliori di tutte le classi, di tutte le categorie. Ogni classe, ogni categoria deve avere la possibilità di liberare verso l’alto i suoi elementi migliori, perché ciascuno di essi possa temporaneamente, transitoriamente, per quel breve istante di vita che la sorte concede a ciascuno di noi, contribuire a portare il suo lavoro, le sue migliori qualità personali al progresso della società […].

A questo deve servire la democrazia, permettere ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità (applausi). Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perché solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali.